OMELIA DIALOGATA? NO, grazie!

a cura di Veronica Cireneo 

La creatività liturgica nel rito riformato è un prurito così diffuso, che raramente si giunge al termine della Messa senza che i fedeli si siano imbattuti in qualche capriccioso risvolto celebrativo.  

A questo riguardo e su richiesta dell’interessata, offriamo una testimonianza dell’ultima novità: la cosiddetta “omelia dialogata o partecipata”.

Come se non ci fossero altri luoghi e momenti, anche e sicuramente più adatti, recentemente la nostra Alleata dell’Eucarestia in una chiesa di Milano, si è trovata suo malgrado ad assistere, dopo la lettura del Vangelo, a un dibattito tra sacerdote e fedeli. Infastidita dall’evento, ha girato un breve video che alleghiamo, insieme alla registrazione della risposta che il sacerdote, con tutta naturalezza, ha fornito a fine Messa in sacrestia, alla sua richiesta di spiegazioni. Ascoltiamoli. 

§§§ 

Gentile redazione,  segnalo quello che, a mio avviso, è stato un abuso liturgico accaduto nel mese di Marzo 2024 in una chiesa di Milano.

È successo che  durante la Santa Messa, dopo la lettura del Vangelo ed esattamente alla fine dell’omelia, il celebrante invitava i fedeli a meditare sulla Parola appena ascoltata e a riferire ad alta voce, testuale, cosa gli risuonava nell’ anima. Chiedeva loro di condividere con gli altri quello che sentivano e a sollevare dubbi, qualora ne avessero ravvisati in se stessi. 

 Dopo un attimo di silenzio un signore anziano ha iniziato a parlare dicendo la sua opinione. 

Mentre io, disturbata da questa sgradita e inaspettata interferenza liturgica ho iniziato a filmare. 

Allego il breve video, anche se non si sente benissimo, per aiutare il lettore ad inquadrare il contesto.Terminato l’intervento dell’anziano, la Messa riprendeva avviandosi verso la Consacrazione. 

Alla fine della celebrazione mi sono recata in sacrestia per chiedere al sacerdote se la Messa è una per tutti o ognuno la può fare come vuole. 

Allego registrazione audio della sua risposta (qui) dove spiega chiaramente che le sue omelie vogliono essere dei dialoghi. Dice che lui non vuole fare il maestro, ma vuole instaurare momenti di condivisione tra pari per, testuale, fare agire lo Spirito Santo. Dice che un prete può apportare modifiche alla liturgia quando celebra con un pubblico fisso, che conosce. 

Così, mentre mi aspettavo che fosse un fatto sporadico, mi ha fatto intendere che rendere l’omelia un dialogo è proprio il suo obiettivo e che anzi ci terrebbe tanto che i fedeli si abituassero all’ omelia partecipata.

Ringraziandolo, gli dicevo che personalmente non sono per niente affascinata dall’idea e che lo salutavo per non tornare più. 

Invece, con mia grande sorpresa, stavolta gradita, ritornando in quella chiesa per motivi fortuiti dopo una decina di giorni circa, ho potuto ascoltare dallo stesso sacerdote una normale omelia. 

Forse non è stato così inutile manifestargli il mio dissenso. 

Sia lodato Gesù Cristo 

Lettera firmata

20 maggio 2024

Nota: A motivo di certi miglioramenti verificatesi in ambito parrocchiale e perché la testimone non abbia a patire ripercussioni, su ripensamento e per volontà della stessa, senza nulla togliere alla sostanza del contenuto, dall’articolo sono stati eliminati i dati sensibili dei protagonisti principali, insieme all’audio e al video. 

La Redazione si scusa per l’involontario disagio. 

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FUORI I PAGLIACCI DALLA CHIESA. Un sacerdote denuncia

a cura di Veronica Cireneo


In occasione dello svolgimento pomeridiano del terzo Rosario consecutivo in piazza, che oggi si terra’ a Carpi alle ore 18, davanti alla Chiesa di Sant’Ignazio, riceviamo da un sacerdote, che gli Alleati ringraziano di cuore, e volentieri pubblicano questa sua severa e disgustata denuncia, contro i vizi immondi celebrati sull’altare di Cristo, nella chiesa apostata del III millennio, che non a caso il libro di “Apocalisse” chiama: “Grande Prostituta”. Oremus. Ascoltiamolo.

 “Pasqua di riscatto”

Secundum multitudinem impietatum eorum expelle eos (Sal 5, 11).
Non è difficile intuire il motivo per cui questo versetto dei Salmi che recita: “Secondo la moltitudine delle loro empietà, cacciali fuori”, colpisca così vivamente,in questi tempi, l’attenzione di chi prega.

Considerando soprattutto le manifestazioni di irreligiosità, all’interno della Chiesa, che continuano a moltiplicarsi ovunque in forme sempre più raccapriccianti, in particolare nella regione italiana in cui da anni si rinnovano le cosiddette “veglie parrocchiali contro l’omofobia” (neologismo così falso e privo di senso che non sarebbe neppure dovuto entrare nel linguaggio ecclesiastico!).

Il terremoto del 2012, a quanto pare, non ha insegnato nulla! I castighi divini, un tempo, incitavano a pubblici esercizi di penitenza e riparazione. Oggi, invece, si ritiene più benefico esporre in chiesa quadri a soggetto religioso, con allusioni peccaminose e oscene.

Non insisteremo qui sulla descrizione delle tele sacrileghe, imbrattate da un pervertito, che da settimane profanano una chiesa di Carpi.
Vogliamo piuttosto riflettere sulle colpe degli ecclesiastici, che han reso possibile un simile scempio.

Le distorsioni mentali
Desideriamo preliminarmente rilevare il voluto equivoco proveniente dalla “cultura profana”, che ha contagiato anche l’ambiente ecclesiale: l’idea, cioè, che ai sedicenti “artisti” sia consentito tutto, in nome di una pretesa insindacabilità assoluta, della disciplina da loro coltivata. Questa aberrazione è frutto della dissoluzione dell’estetica, che non coglie più il nesso metafisico, ossia il rapporto puro e semplice tra vero, buono e bello della realtà.

Ma il senso comune reagisce spontaneamente alla bruttezza di manufatti presentati come “opere d’arte”, in quanto percepisce in modo naturale la discordanza con quell’esigenza di conformità, alla Verità e al Bene, che è propria dell’intelletto e della volontà.

I cultori delle discipline artistiche contemporanee, ambito musicale compreso, (…) teorizzano un’ideologia demoniaca, che pretende di attribuire valore a produzioni che ne sono del tutto prive, e che si impongono al gusto, unicamente,   in virtù di un indottrinamento di stampo totalitario.
Innegabili son le somiglianze con i regimi comunisti, nei quali era la direzione del partito a stabilire i canoni del vero, del buono e del bello, contro ogni evidenza e buon senso.

Questa ingiustificabile aggressione delle menti e dei cuori ( poi fatta propria, anche nell’Occidente “libero”, dai politici e chierici di formazione marxista) è una forma di inversione delle tendenze più normali dell’uomo, in quanto radicate nella sua stessa natura.

Non per niente, alla mostra in questione, è stata propedeutica l’imposizione di cortei osceni e blasfemi, che ogni anno si ripetono nel mese di Giugno, in quell’ area geografica.

Gran parte della popolazione non ha più nemmeno un sussulto, di fronte a comportamenti pubblici che, oltre a calpestare le cose più sacre, degradano gli esseri umani in modo intollerabile. Tante persone, anzi, per timore di esser bollate col marchio infamante di “omofobo”, accettano senza fiatare di esser violentate nel senso del pudore, che è strettamente connesso alla dignità della persona umana.

Ci sono però ancora dei cattolici – e sono tanti – che non sono disposti a continuare a subire questi soprusi morali.

Fatti oggettivi, non opinioni

Riguardo al giudizio sulla mostra di Carpi, non è questione di avere o non avere una certa sensibilità o avere o non avere un orientamento conservatore o “ultraconservatore”.

Si tratta semplicemente di constatare l’evidenza di un peccato (secondo la legge divina), di una profanazione (secondo la legge canonica) e di un crimine (secondo la legge civile).

La prima, per il Secondo Comandamento, che condanna ogni forma di oltraggio rivolto a Dio, sia verbale che visivo. E in questo caso la bestemmia è aggravata dal suo carattere permanente. Va pure contro il Primo Comandamento, essendo commessa in un luogo sacro, vale a dire, in un edificio riservato in via esclusiva, al culto divino.

Quest’ultimo dettaglio viola il canone 1210 del Codice di Diritto Canonico, che recita testualmente: «Nel luogo sacro sia consentito, solo quanto serve all’esercizio e alla promozione del culto, della pietà, della religione, e vietata qualunque cosa sia aliena dalla santità del luogo».

E il canone 1211 che stabilisce questo: «i luoghi sacri sono profanati, se in essi si compiono con scandalo azioni gravemente oltraggiose».

La legge civile, con l’articolo 403 del Codice Penale, punisce con la reclusione fino a due anni «chiunque pubblicamente offende la religione dello Stato, mediante vilipendio di chi la professa».

Non a caso risulta che sono state promosse azioni legali contro la curia diocesana, la quale dovrà rispondere di una palese violazione della legge divina, canonica e di Stato.

È chiaro che non siamo di fronte a una controversia di opinioni, gusti o preferenze, ma ad un fatto oggettivo brutale, che non si può in alcun modo negare, cosa che rende ingiustificabile la pertinacia dei responsabili, sordi ad ogni protesta dei fedeli, per quanto legittime e motivate.

In questo clima di oppressione totalitaria, che parte dal vertice e ricade sui gradi inferiori della chiesa, non vogliamo più sentir parlare di quelle scemenze che la nomenklatura propala sotto i termini falsi e vuoti di “ascolto e sinodalità”.

Ne abbiamo abbastanza!

Azioni concrete
In attesa che le denunce seguano il loro corso, è moralmente lecito – anzi doveroso – intervenire in modo diretto.
Se non è possibile, date le dimensioni degli obbrobri da rimuovere e la distanza del Tevere da Carpi, farlo alla maniera della “pachamama”, si potrebbe cominciare ad impedire l’accesso alla chiesa, senza smettere di manifestare sonoramente il proprio dissenso al vescovo, al parroco e ad ogni altro responsabile.

Quei sovversivi in abito clericale devono rendersi conto che il Popolo di Dio, di cui si sono riempiti la bocca per decenni, non è più disposto a sopportarli!

È ora di presentare il conto a quella casta di miscredenti, per tutte le nefandezze e le omissioni che portano sulla coscienza pietrificata.

Presto o tardi, tutto si paga, o in questa vita o nell’altra. Meglio di qua, che di là dove le pene sono tremende.

Pure questa è una realtà oggettiva, a prescindere da ciò che ne pensano i prelati traditori, nella vacuità dei loro vaneggiamenti, nutriti dalle fole della loro “teologia” razionalistica ed empia.
Le idee non cambiano i fatti, ancor meno se sono sballate!
Chi pretende di modificare la Chiesa, a partire da un programma ideologico, non differisce affatto da Lenin e Stalin.

Se in questa Settimana Santa vogliamo imitare il Signore in modo speciale, cominciamo dall’atto che seguì immediatamente il Suo ingresso regale a Gerusalemme….
Perché se davanti al Santissimo Sacramento, ci si domanda che cosa farebbe Gesù se fosse fisicamente presente a Carpi, il Vangelo ci informa che Egli: «Entrato nel Tempio cominciò a cacciarne fuori i venditori, dicendo loro: Sta scritto. La mia casa sarà una casa di preghiera’. Voi invece ne avete fatto una spelonca di briganti” (Lc 19, 45-46; cf. Is 56, 7; Ger 7, 11).

Come apostroferebbe gli ecclesiastici indegni?

Li apostroferebbe con termini come questi: «Il regno di Dio sarà tolto a voi e sarà dato a un popolo che ne faccia i frutti» (Mt 21, 43).

È tempo di porre fine alla farsa postconciliare e di estromettere i pagliacci dalla Chiesa, condannati dalla loro stessa sterilità spirituale:
«Che mai più venga frutto da te» (Mt 21, 19).

Il Figlio di Dio non ha patito la morte di Croce per instaurare un regime di empi, affaristi e pederasti, né per autorizzarne i latrocini e i vizi immondi.

Fuori dalla Chiesa – e dalle chiese – falsari e profanatori, con i loro sordidi costumi e lerce mercanzie!

Christus vincit!
Christus regnat!
Christus imperat!

Un sacerdote cattolico, agli Alleati dell’Eucarestia

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P.s: Per la cronaca e per rinfrescare la  memoria, riportiamo, a corredo, questa rappresentazione iconografica storico-realistica dal titolo: LONGINO.

Primo Sabato di Passione
23 marzo 2024

Coprite quei Crocifissi osceni!

Di Veronica Cireneo

(Dal Cristo in gonnella al Cristo senza veli è stato un attimo).

La diffida dell’avvocato Roberto De Petro

Se si dovesse stare dietro a tutti gli scandali di cui da più parti ci giunge notizia, non vivremmo più.

Ma ci sono circostanze di fronte alle quali non si può tacere, come quella che andiamo ad esporre e per cui ci è stato chiesto di intervenire.

Abbiamo accettato e lo faremo in questo tempo di Quaresima – stagione pudica per eccellenza – anche forti del successo dell’ultima massiccia protesta intrapresa contro la “Mostra bugiarda e blasfema” di Palermo, Una mostra bugiarda e blasfema che ha costretto gli organizzatori ad annullarla, all’ultimo momento. Annullata la mostra blasfema

Uniremo ancora una volta quindi le nostre forze in questa vera e propria denuncia collettiva, redatta dall’avvocato Roberto De Petro, a cui gli Alleati aderiscono fin da subito.

Si tratta del Crocifisso posto nella chiesa di “Maria Santissima Addolorata” di Tavernanova – frazione di Casalnuovo – in provincia di Napoli, ove Gesù ivi troneggia in Croce, è totalmente nudo: le parti intime esposte senza veli al pubblico ludibrio e agli sguardi feriti dei fedeli rappresenta uno scandalo per molti, dal momento che nell’iconografia classica il nudo è sempre simbolo di “paradiso perduto”, come ci ricordano le incancellabili immagini dell’inconscio collettivo di Adamo ed Eva. 

Non solo. È soprattutto il maligno che nell’iconografia classica viene rappresentato nudo, come si può chiaramente osservare in questo quadro, sotto a destra, dove satana è in atto di risvegliare i suoi angeli ribelli.

Attenzione: non si scherza con le cose di Dio. Dio non si irride.

Consideriamo piuttosto in stato di grave pericolo colui che abusi della Sua pazienza.  

Il Crocifisso fatto sistemare in quella chiesa nella solennità dell’Immacolata, l’8 dicembre 2020, da tal Don Ciro Biondi, [vedi] non ha suscitato infatti nei fedeli gli stessi sentimenti di gioia e commozione dei quali il sacerdote si  è detto per l’occasione: “pieno”. Anzi!

Feriti nel pudore oltre che nello sguardo, molti non si capacitano, perché proprio in chiesa, dove normalmente si va per mettere a nudo la propria coscienza, siano costretti ad imbattersi in scene di nudo, riguardanti proprio Gesù Cristo che è la Purezza per antonomasia: Immagine unica, insieme a quella di Sua Madre, di fronte alla Quale sfuma ogni memoria della passione carnale.

Si direbbe, invece, che la provocazione sessuale, specialità dei demoni fin dai primordi, che oggi è diventata un’ossessione vera e propria e che si vuole, col sostegno delle istituzioni e degli organismi sovranazionali, estendere ed imporre fin alle creature in culla e negli asili nido, vorrebbe raggiungere e sporcare anche il candore che promana dal Crocifisso, per cancellare definitivamente ogni traccia di purezza dalla faccia della terra. Dio ci scampi!

Nell’organizzare il flash bombing, durante la ricerca in internet degli indirizzi mail, veniamo a conoscenza che un altro Crocifisso, identico a quello sopra descritto, è esposto anche nella Basilica del Santo Spirito di Firenze [vedi]

Ulteriori approfondimenti ci informano che nel caso di Firenze si tratta dell’opera lignea originale del celebre scultore rinascimentale Michelangelo Buonarroti, mentre il crocifisso collocato nella chiesa dell’Addolorata, in provincia di Napoli, ne è copia.

Ma per quale motivo Michelangelo scolpì il Cristo nudo e quale destinazione d’uso voleva dare alla sua opera?

La avrebbe voluta vedere in Chiesa?

Avrebbe voluto che il suo crocifisso venisse esposto in chiesa, nudo?

Assolutamente no. Anzi lo vieto’ espressamente.

Il giovane Michelangelo, intorno ai vent’anni iniziò lo studio di un corso di anatomia.

Quale studente squattrinato non aveva da mangiare, né un luogo dove dormire.

Lo ospito’ gratuitamente il priore di un convento che credeva nel suo talento artistico. Così il provetto scultore, allo scopo di sdebitarsi col priore, scelse di fare pratica di anatomia sul soggetto di un grande Crocifisso, con l’intenzione di regalarglielo a corso di studi concluso.

Terminato il lavoro lo presentò al priore dicendo che non aveva voluto incidere il legno a mo’  di panno, perché necessitava di svolgere uno studio anatomico completo sulla figura umana, ma ordinò che al Cristo Crocifisso venisse indossato un velo.

E così fu.

Il Cristo di Firenze per secoli ebbe i fianchi coperti, poi il velo fu perduto e nessuno si prese cura di mettergliene addosso un altro. 

Il Natale è trascorso da poco.

Sappiamo che anche Gesù Bambino viene normalmente rappresentato con i fianchi coperti. Anche gli angeli, che notoriamente non hanno sesso, vengono rappresentati con i fianchi coperti.

È vero che Gesù fu spogliato più volte, al momento della flagellazione e sotto la Croce, ma tutti i mistici sono concordi nella narrazione che prima di essere innalzato, intorno ai fianchi di Gesù venne messo un velo. Che con molta probabilità era quello che la Sua Santissima Madre portava in testa, sotto il mantello e che si tolse per salvaguardare il pudore dell’amatissimo Figlio Suo, Crocifisso.

Lo stesso Concilio di Trento mise all’indice le opere dal carattere sacro rappresentate senza veli, imponendo che ciascuna di esse venisse coperta con drappeggi, allo scopo di suscitare e salvaguardare nell’osservatore il raccoglimento necessario alla preghiera.

Concludiamo lasciando aperta questa domanda: se anche i crudeli romani, che avevano spogliato Gesù Cristo per flagellarLo al meglio, cosa che Egli accettò di subire per riparare, agli occhi del Padre Suo, i nostri peccati di impurità e immodestia, permisero che il Crocifisso venisse coperto per pudore, seppur già coperto per essere vestito di Sangue tanto ne diluviava dalle Sue Membra, dovremmo supporre che noi, modernissima stirpe della famiglia umana, siamo peggiori dei Suoi assassini? 

Sorgi Signore e disperdi i tuoi nemici.

Fuggano davanti al Tuo Volto, coloro che ti odiano”. Amen 

Veronica Cireneo

27 febbraio 2024

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§§§

La diffida da inviare.

Apprendiamo dal web che, oltre alla mascalzonata palermitana del “Crocifisso in gonnella” (grazie a Dio annullata all’ultimo momento), vi è un’altra oscenità pornografica : il Crocifisso con i glutei e gli “attributi” in bella mostra, presso la parrocchia Maria SS. Addolorata di Tavernanova, frazione di Casalnuovo di Napoli e presso la Basilica del Santo Spirito di Firenze.

E’ moralmente e storicamente impossibile che Gesù, dalla croce, mostrasse gli organi genitali:

1) la fede ci insegna che, dopo il peccato originale, la nudità è “casta” soltanto in ambito coniugale;

2) la ragione ci persuade che Dio non potrebbe imporre ai consacrati (che fanno voto di castità) di contemplarlo nelle parti intime;

3) la tradizione iconografica non ha mai rappresentato Gesù totalmente nudo;

4) tutti i mistici concordemente narrano che Gesù morì in croce coi fianchi coperti;

5) gli storici (ex multis “Vita di Gesù Cristo”, G. Ricciotti) insegnano che i Romani rispettavano il diritto e le tradizioni culturali in uso nelle provincie romane, e la pubblica nudità era inconcepibile presso gli Ebrei.

Probabilmente i modernisti eccepiranno la natura “artistica” della superiore opera.

Rispondiamo loro che così come il sapore serve a separare i cibi buoni da quelli cattivi, allo stesso modo la Sapienza autenticamente Cattolica e veramente Romana ci fa discernere un’immagine pornografica e diabolica da una realizzata “ad majorem Dei gloria”.

Mentre diffidiamo i destinatari a coprire prontamente il suddetto Crocifisso o al più presto sostituirlo con un altro che accenda la vera devozione, ci riserviamo di valutare la sussistenza degli estremi del reato di vilipendio punito dall’art.404 c.p. e di avvertirne l’Autorità giudiziaria.

Avvocato Roberto De Petro in collaborazione con gli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo

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Luogo, data               Firma…….

Scarica diffida

Inviare ai seguenti 4 destinatari:

1) Diocesi di Nola

– mail semplice segreteria@chiesadinola.it 

oppure

– PEC segreteriacuriadinola@pec.it 

Indirizzata al S.E.R. Monsignor Francesco Marino

2) Basilica di Santo Spirito – Firenze 

info@basilicasantospirito.it 

3) Diocesi di Firenze 

– mail semplice Info@diocesifirenze.it 

oppure 

– PEC Firenze@pec.diocesifirenze.it   

4) redazione@laverita.info

Dal blog degli Alleati dell’Eucarestia https://alleatieucarestiaevangelo.blogspot.com/2024/02/coprite-quei-crocifissi-osceni.html

Messa Tridentina. Operazione: “Dacci oggi il nostro Pane quotidiano”. Sollecito.

Cari Alleati che non avete ancora ricevuto risposta dai vostri vescovi, circa l’ottenimento della Messa tridentina nonostante la lunga attesa intercorsa dal momento del primo invio, ad oggi.

Sappiamo che molti di voi hanno rinunciato alla speranza di vedersi corrispondere quanto richiesto, e che alcuni disperano addirittura di ottenere una risposta, anche fosse negativa.

Purtroppo in ambito ecclesiale l’adagio popolare che recita: ”Domandare è lecito, rispondere è cortesia” sembra non funzionare più, se è vero, come è vero, che neppure nei piani più alti della scala gerarchica, titolati e cariche vescovili, cardinalizie  ed episcopali non si rispondono più nemmeno tra di loro.

Nessuno si stupisca poi se diventa impossibile non domandarsi, come possa una chiesa siffatta  “vanagloriarsi” del titolo di : “Chiesa … in dialogo(?)”: titolo con il quale inquadra ogni sorta di manifestazione pubblico-sociali-artistico-sportive ,che svolge ormai sempre più frequentemente proprio lì dove non si dovrebbe: nella chiesa.Che è la Casa di Dio.

Luogo di eccellenza, riservato esclusivamente alla Celebrazione del Santo Sacrificio della Messa.

Ma nonostante questo trend, che rientra nel filone della confusione, principale arma di satana, che usa gettare fumo negli occhi per adescare sempre nuove vittime tra le sue spire e appropriarsi del loro bottino spirituale, non tutti sono pronti a desistere. 

Non solo non desistono, bensì insistono, perché sanno, come le parole immortali di  Santa Giovanna d’Arco esprimono, che: “Bisogna dar battaglia, perché Dio conceda vittoria”

Ecco quindi che per costoro, irriducibili cattolici che intendono consegnarsi alla storia come sostenitori e restauratori dell’ordine, della disciplina e dei valori intimi ed estetici della nostra santa religione, che i legali dell’associazione “Iustitia in Veritate” (il sito della quale consigliamo di visionare e chi vuole ad iscriversi come anche altri hanno già fatto www.iustitiainveritate.org ), in collaborazione con gli  Alleati dell’ Eucarestia hanno redatto un sollecito da inviare 

-all’ indirizzo PEC del Vescovo della propria Diocesi di appartenenza, possibilmente in unica copia sottoscritta da più persone, 

-o per posta senza busta, ma spillata negli angoli, affinché nessuno possa dire, di aver ricevuto una busta vuota, 

-oppure consegnarla a mano in Curia, dove andando almeno in due persone, chiedere agli addetti dell’ufficio il numero di protocollo, il rilascio del quale è obbligatorio per legge, mentre il suo rifiuto si configura nel reato di omissione di atti d’ufficio. Nell’eventualità del diniego, non consegnare nulla e inviare, come espresso sopra, possibilmente per PEC che costituisce, tra tutte, la migliore delle soluzioni.

Concludendo, informiamo di non poter escludere che ad “operazione tridentina” terminata,  il nostro blog ed i siti amici degli Alleati dell’Eucarestia si presteranno alla pubblicazione di un articolo conclusivo che elenchi i nomi dei Vescovi che non hanno risposto e di quelli che hanno risposto con un “no” più o meno velato, se non altro per, distinguere tra loro, e lodare  pubblicamente, i pastori che hanno compiuto con fedeltà ed attenzione il loro dovere di stato, nei confronti delle anime del piccolo gregge, tesoro affidato loro da Dio, per la Sua maggior Gloria. 

P..S. 

-All’interno del fac-simile del sollecito che segue, scegliere l’opzione giusta (il singolare per chi intende firmare da solo, il plurale per chi sottoscrive in un elenco di firme).

-Non dimenticare di aggiungere nel sollecito, la data della prima lettera già inviata al vescovo. 

Veronica Cireneo,

amministratori e collaboratori degli Alleati,

in unione con l’ass.ne “Iustitia in Veritate”.

Giovedì 22.02.2024

Articoli precedenti 

1) La prima lettera inviata ai vescovi Richiesta al Vescovo di celebrare Sante Messe in rito antico

2) Il primo “si” ricevuto [qui] 

§§§§

IL SOLLECITO

(La lettera da inviare). 

Eccellenza Reverendissima,

Monsignor……….

qualche giorno fa, precisamente il …….., Le ho / abbiamo inviato una semplice filiale richiesta come fedele / fedeli affinchè venga garantita nella Diocesi di…..la celebrazione della Santa Messa con i libri liturgici del 1962.

Ad oggi non avendo ricevuto risposta, torno / torniamo a rinnovare la mia / nostra istanza in un tempo che avrebbe dovuto essere di gioia serena e pura, ed invece è stato reso pieno di dolorosa apprensione a causa della dichiarazione del Dicastero per la Dottrina della Fede Fiducia Supplicans.

Eccellenza, sembra che ci sia posto per tutti, anche a chi rimane pervicacemente attaccato al peccato.

Si giustifica tutto con l’accoglienza e l’inclusione e non c’è posto per me / noi nella Chiesa Cattolica?

A Lei, che ha ricevuto l’unzione come successore degli apostoli, non può sfuggire che le stesse forze che hanno generato la dichiarazione Fiducia Supplicans si sovrappongono esattamente con quelle che hanno esultato per i divieti e la condanna contenuti nel motu proprio Traditionis Custodes.

Forse Lei non ha abbastanza discernimento per accorgersi di come, con paradosso orribile, le stesse bocche che gridano accoglienza e inclusione per il peccato ostinato sono le stesse che proclamano esclusione ed estinzione per un rito santo, che è celebrato attualmente in tanti luoghi con meravigliosi effetti spirituali?

Eccellenza, il Suo animo di pastore, avvertito di queste incongruenze e contraddizioni, non saprà forse agire perché accoglienza e inclusione siano riservate ai fedeli che anelano alla celebrazione e alla partecipazione in piena libertà alla Santa Messa reintrodotta da Papa Benedetto XVI  con la Summorum Pontificum?

Che non avvenga, Eccellenza carissima, che sia la bocca di un successore degli apostoli a predicare accoglienza e inclusione e a praticare discriminazione ed esclusione.

Che ci sia posto per tutti Eccellenza, per i poveri peccatori che chiedono benedizioni e per i poveri peccatori che chiedono la Santa Messa con i libri liturgici del 1962.

Attendendo quindi una parola degna di apostolo rispondendo favorevolmente e indicandomi / indicandoci un sacerdote, qualora non ve ne fosse alcuno in grado di celebrare con i libri liturgici del 1962, sarò / saremo ancora più lieto / lieti che possa farlo Lei, a cui potrò / potremo confermare la mia / nostra fede nella Chiesa prestando tutte le rassicurazioni e le condizioni che indicherà.

Con reverente rispetto e fiducioso/a / i, Le chiedo / chiediamo la Sua paterna benedizione.

Luogo – data,                                        firma / firme

Dicitura finale:

INIZIATIVA NAZIONALE DEGLI ALLEATI DELL’EUCARESTIA IN COLLABORAZIONE CON IUSTITIA IN VERITATE

Qui la lettera da scaricare

Articolo rilanciato da IUSTITIA IN VERITATE

Fonte: https://alleatieucarestiaevangelo.blogspot.com/2024/02/messa-tridentina-operazione-dacci-oggi.html#more

“Chiunque toccava il Suo mantello, guariva”

“Chiunque toccava il Suo mantello, guariva”

Come mai Gesù è così attento alla malattia fisica e spirituale dell’uomo?

Ce lo spiega un sacerdote del Trentino in questa omelia domenicale dal vangelo secondo San Marco: Capitolo 6, versetti 53-56.

Discorso con importanti considerazioni su Eucarestia, inferno e responsabilità sacerdotale. 

Si ringraziano di cuore per la trascrizione della stessa, le nostre collaboratrici Emma e Alessandra.

A cura di Veronica Cireneo

19 febbraio 2024

§§§

Chiunque toccava il Suo mantello, guariva”

Tutta la città era portata davanti a Cristo…tra loro tantissimi ammalati e indemoniati che furono tutti guariti da nostro Signore (…)

Ma perché il Signore è così sensibile verso i malati? 

Perché la malattia, la sofferenza di ogni tipo, dell’anima e del corpo, non è secondo il piano creativo di Dio.

Oggi fuori da una visione di fede si dice: morire è naturale, la malattia è qualcosa di naturale, qualcosa secondo natura.

Ma non è così.

Quando Dio  creò cielo e terra e quando pose l’uomo come erede del creato, fatto a Sua immagine e somiglianza, volle una creatura perfetta.

Pensate che nel Paradiso terrestre, nelle origini, l’uomo aveva non solo una natura perfetta, ma dei doni cosiddetti supplementari, preternaturali:

– il dono dell’integrità, dominio perfetto della ragione su tutte le passioni e le forze corporee e spirituali;

– il dono della scienza infusa, conoscenza perfetta del significato, dell’uso e della finalità di ogni creatura a lui sottomessa;

– il dono dell’impassibilità, cioè il non invecchiare e il non soffrire nessuna malattia;

– il dono dell’immortalità, il corpo che sarebbe passato in Dio, alla gloria, alla visione beatifica senza la separazione dolorosa di anima e corpo.

Quindi Dio volle l’uomo perfetto. 

Ecco che allora nostro Signore, guardando gli uomini ammalati, stanchi e sofferenti, vede il crollo del progetto di Dio, che è dovuto al peccato originale.

L’uomo a un certo punto disse a Dio:

“No! Stabilisco da me stesso il bene e il male. Gestisco la mia vita a capriccio mio” e di qui nasce il crollo di tutta quella realtà splendida e quella situazione di tribolazione e di morte in cui noi uomini  viviamo.

Ecco perché il Signore guarisce (…), in un certo senso è come un artista che entrando in un museo o nella chiesa dove è esposta la sua opera e si accorge che questa opera è conservata malissimo e che ha perso tantissimi tratti della perfezione. Che cosa farebbe? Comincerebbe lentamente a restaurarla.

Ecco il motivo della presenza di Cristo sulla terra, e il motivo del Suo combattimento contro le malattie.

(…) Io credo che all’epoca di Cristo i demoni, che conoscevano la realtà divina di Lui, si assiepavano proprio intorno a Lui.

Perché sapete dove va il diavolo?

Va dove c’è la Grazia, dove c’è la Verità, dove c’è la Luce, dove c’è il Progetto di Dio. È lì che insidia.

Ebbene il Signore non si limita a cancellare gli effetti del peccato, ma cancella  anche la causa.

La causa del peccato di origine non è interna all’uomo. Adamo non da se stesso disobbedì, ma lo fece su sollecitazione esterna dello spirito delle tenebre, il quale dice: “Sarete come Dio”.

È con la tentazione del diavolo che l’uomo cadde.

Ecco perché iniziò il Regno di Dio.

Perché da Cristo venisse cacciato il “forte”  che teneva, sotto il suo potere, l’intera umanità.

EGLI lo chiama “il principe di questo mondo”. Il “forte” che però cede,  vinto dalla Morte di Croce e dalla Resurrezione di Cristo.

È venuto, infatti, – come dice Gesù nel Vangelo – “Uno più forte di lui” il quale è il Re del cielo e della terra e Creatore dell’universo. Colui, l’Unico, che ha diritto a regnare. In ragione di ciò, inizia il Suo Regno.

Allora anche noi, come Gesù, dobbiamo lottare contro le malattie corporali e contro la morte, certamente.

E come Lui non dobbiamo limitarci a questa sanazione del corpo, che sarà perennemente impossibile fintanto che non ritorni il Signore per restaurare tutte le cose.

Ma come Lui dobbiamo anche lottare  contro la causa del male, scacciando i demoni.

E in che maniera possiamo scacciare i demoni?

Innanzitutto dobbiamo credere che questi sono presenti, purtroppo.

Credere che insidino la nostra vita.

Si cacciano i demoni innanzitutto stando nello stato di Grazia santificante, perché la persona che vive in stato di peccato mortale, che è inimicizia con Dio.

L’anima morta, uccisa dal peccato “mortale” diventa di certo teatro dei demoni. Ne subisce le tentazioni fino a soccombere.

Quindi la cosa fondamentale – lo dico anche spesse volte, perché non lo dice più nessuno  – è vivere in stato di grazia santificante che:

– i bambini possono ottenere  col Battesimo, cosa che non è scontata, come ben sapete,

– e che gli adulti, possono recuperare  ricorrendo innanzitutto al sacramento della Penitenza o sacramento della Confessione – realtà che sembra oggi scomparsa per la maggioranza dei cristiani – e poi con la Santa Comunione che deve essere ricevuta in modo degno.

La superficialità in cui oggi si sta crescendo, senza nessuna formazione catechistica vera, ha fatto della Comunione al Corpo e al Sangue di Cristo come un accedere a un dono ordinario: lo stesso che se si ricevesse un ramoscello di ulivo o un cero benedetto.

L’accesso uniformato alla Comunione per tutti e sistematicamente, è qualche cosa di preoccupante.

Occorre la Grazia santificante per nutrirsi del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo.

Chi non è in questo stato di Grazia deve passare prima dalla conversione e dalla confessione sacramentale , perché altrimenti mangerebbe e berrebbe – secondo le parole di San Paolo – la sua stessa condanna.

Non solo. Pensate che l’apostolo Paolo aggiunge che: “Per questo tra di voi molti sono ammalati”, riferendosi ed attribuendo le malattie fisiche e i malesseri corporali di ogni genere,  alla pratica della Comunione sacrilega.

Bisogna stare attenti, perché oggi, a forza di dire “Dio è buono, tutto va bene…”

A forza di dire: “Venite alla Comunione tutti quanti, ché tutti siamo figli di Dio”, si  accedere al Sacramento in stato di peccato mortale, ottenendo l’effetto opposto a quello che si penserebbe di raggiungere.

Bisogna stare attentissimi!

Noi sacerdoti abbiamo una responsabilità – sto per dire – gravissima davanti a Dio!

Non possiamo tacere queste cose.

Sarebbe come se un medico per essere ammirato e lodato dal suo paziente, invece di dirgli: “ Hai un tumore. Devi fare questa terapia”, tacesse la verità della sua condizione e al posto di quella  dicesse: “Non hai niente. Va tutto bene”.

Capite la responsabilità che abbiamo noi  sacerdoti davanti a Dio quando il Signore ci chiamerà nel giudizio particolare?

È una responsabilità gravissima!

Ecco perché noi non dobbiamo cercare il vostro applauso, non dobbiamo cercare che diciate: “Ma che bravo sacerdote! Così moderno! Così al passo coi tempi!”.

Perché se sta mentendo, o se tace la verità, questi applausi non servono a nulla.

Gli applausi degli uomini passano. Che cosa resta? Resta il giudizio. Il giudizio che Cristo che esprimerà di fronte al nostro dovere e di fronte alle nostre responsabilità.

Ecco perché non è più tempo di una religione , così, abitudinaria come dire :“si va a Messa, perché si deve andare…”

No! Oggi bisogna fare una scelta di fondo: o con Cristo o con il mondo. Dobbiamo lottare contro il diavolo. Lottare contro di lui non solo con i sacramenti per vivere in  stato di Grazia, ma anche con i sacramentali.

Ieri, era la festa di San Biagio. Abbiamo fatto la benedizione della gola. L’altro ieri abbiamo benedetto i ceri da portare in casa. Quindi stiamo usando i sacramentali. Non dobbiamo ridere come se queste fossero cose medievali. Se usati con fede, allontanano la potenza del demonio:

-L’acqua benedetta in casa, primo dei sacramentali.

-L’olio benedetto che ci richiama all’unzione dello Spirito Santo,

-il sale benedetto che ci richiama le parole di Cristo: “Voi siete il sale della terra” oppure

-il cero acceso: “Voi siete la luce del mondo” oppure i segni sacri in casa.

Dobbiamo ricorrere a questi mezzi, perché non possiamo giocare la nostra vita per l’eternità. L’eternità non esise se io ci credo, e se non ci credo non esiste. L’eternità esiste!

Il giudizio di Cristo non c’è se io ci credo o no. Il giudizio di Dio c’è!

La sorte eterna, Paradiso o inferno, c’è! Anche se non credo, esistono. 

Santa Faustina Kowalska – fra i tanti santi che videro l’inferno, il purgatorio e il paradiso, come li videro i pastorelli di Fatima – disse così:

Vidi molte anime nell’inferno…molte anime che non sapevano e non credevano che ci fosse l’inferno”.

Non lo credevano, ma ci sono andate.

Quindi  l’inferno esiste e  non è vuoto.

Ecco allora, fratelli miei:

prendiamo sul serio la fede!

Gesù Cristo non è venuto sulla terra così ,a fare una tranquilla passeggiata.

È venuto a combattere e che combattimento è stato la Sua Passione e la Sua morte!

Quindi anche noi dobbiamo prendere la nostra parte di croce e combattere, perché a nulla vale avere il mondo intero – salute, gioventù, ricchezza o tutto quello che  passa – e perdere l’anima per l’eternità.

Dobbiamo essere saggi.

Sia lodato Gesù Cristo.

dal blog degli Alleati dell’Eucarestia

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All’attenzione di S.E.R.Monsignor Delpini

Lettera aperta degli Alleati dell’Eucarestia
(di Veronica Cireneo e Mauro Bonaita)


Cari amici e quanti ci seguite e approvate l’opera degli Alleati, diretta e finalizzata alla restaurazione dei valori cattolici nella società attuale, che quotidianamente si sforza di demolirli.

Avendo appreso da un sondaggio somministrato sul canale degli Alleati https://t.me/alleanza3 che molti sarebbe voluti intervenire in difesa del fratello nella fede che è stato deriso in chiesa per essersi inginocchiato nel momento della distribuzione dell’Ostia, proponiamo con la speranza di vedervi partecipare numerosi, l’invio massiccio della mail che segue, spontaneamente redatta dall’amministratore degli Alleati di Reggio Emilia, signor Mauro Bonaita, affinché l’arcivescovo di Milano, S.E.R Monsignor Delpini gentilmente intervenga sul sacerdote Don Capra, perché ogni fedele che voglia ricevere la Comunione inginocchiato, trovi nel sacerdote un alleato, e non più un umiliante ostacolo.

Garantiamo che il sacerdote stesso sarà lieto di conoscere cosa vogliono i fedeli, giacché nella Messa solenne di insediamento a Brugherio di qualche anno fa, come riportato nel link, ebbe a dire: “In questo mese voglio conoscere bene la comunità, poi vedrò come comportarmi e come agire per il bene di essa” [qui]

Arriviamo con un po’ di ritardo, rispetto a quel momento, ma… ogni cosa a suo tempo.

Buon lavoro dunque, a maggior Gloria di Dio

Veronica Cireneo, Mauro Bonaita e Alleati tutti.

6 febbraio 2024

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§§§


A) Gli indirizzi a cui inviare la lettera sono i 5 che seguono:

1) comunicazione@diocesi.milano.it (Mons Mario Delpini – segreteria dell’Arcivescovo)

2) vic_gen@diocesi.milano.it (Mons. Franco Agnesi – Vicario Generale)

3) viczona5@diocesi.milano.it (Mons. Michele Elli – Vicario Zona 5 Monza)

4) albcapra@gmail.com (Don Alberto Capra – Parroco della Comunità Pastorale San Bartolomeo)

5) redazione@laverita.info

——-

B) La lettera da inviare

“Eccellenza reverendissima,

in qualità di battezzato e di appartenente al movimento cattolico degli Alleati dell’Eucarestia è con immenso rammarico e sbigottimento che leggo su un blog cattolico di un episodio increscioso accaduto giorni or sono presso la parrocchia San Bartolomeo a Brugherio (Monza e Brianza) che per conoscenza sottopongo alla sua attenzione qui di seguito con questo link:[qui] a cui ha fatto seguito l’articolo della co-fondatrice Veronica Cireneo[qui]

Non sono in grado di concepire come sia possibile che un sacerdote consacrato al nostro stesso Dio, Uno e Trino, sia capace di offendere così la sensibilità spirituale di un fedele e di tutti i fedeli che hanno visto l’atto devoto di inginocchiarsi, così ignobilmente ridicolizzato.

L’atto dell’ inginocchiarsi in adorazione di fronte all’Ostia consacrata è stato praticato da tutti, nessuno escluso, i Santi e i Martiri della nostra santa religione.

Lo stesso Papa Benedetto XVI ebbe a sottolineare che “(…) la pratica di inginocchiarsi per ricevere la Sacra Comunione ha a suo favore una tradizione plurisecolare, ed è un segno di adorazione della vera, reale e sostanziale presenza di Nostro Signore Gesù Cristo sotto le specie consacrate” e che “(…) l’inginocchiarsi è la conseguenza della fede cattolica nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia”.

Siamo a conoscenza peraltro che la prestigiosa chiesa sopracitata vanta nientedimeno che la presenza delle venerabili reliquie dei tre Re Magi.

Mi chiedo se altrettanto ridicole siano da ritenersi le sacre reliquie lì custodite, giacché i tre Santi Re s’inginocchiarono dinnanzi al Re dei Re: Gesù Cristo nostro Signore. Sempre sia lodato.

Sulla stessa scia sorge spontanea la domanda se dovremmo ritenere ridicole anche le genuflessioni dei sacerdoti durante la consacrazione e così via.

Ma di questo passo tutta la nostra Fede non crollerebbe come un castello di sabbia, e con lei la possibilità della nostra Salvezza, per indirizzarci verso la dannazione eterna?

Umilmente chiedo quindi da parte Sua una pronta indagine sul sacerdote autore dell’affronto, don Capra, e ferma Giustizia in merito all’episodio affinché i fedeli possano ricevere l’Eucarestia nel modo più consono, inginocchiati, e finché il Santissimo Sacramento che continuamente edifica la chiesa di Cristo (Ecclesia de Eucharistia) non sia più trattata alla stregua di semplice cibo da ridicolizzare.

In attesa di un Suo pronto ed efficace intervento, che auspichiamo arrivi prima che venga organizzata una delegazione di “Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo” ed i propri legali, presso la CEI o la Curia Romana, porgo i miei più sinceri saluti.

Laudetur Jesus Christus

Data, luogo, firma……….


Fonte:

https://alleatieucarestiaevangelo.blogspot.com/2024/02/allattenzione-di-sermonsignor-delpini.html

IN COLLABORAZIONE CON GLI ALLEATI DELL’ EUCARISTICA E DEL VANGELO

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“È RIDICOLO CHI SI INGINOCCHIA DAVANTI A DIO?

La catechesi dell’esempio degli Alleati dell’Eucarestia”. di Veronica Cireneo 


Nonostante l’annoso vizio di certi preti di deridere chi si inginocchia davanti a Dio nel momento solenne della distribuzione dell’Eucarestia, apprendiamo con sempre nuova tristezza notizie di nuovi insulti, come quello ricevuto dal fedele, autore anonimo della lettera seguente https://www.aldomariavalli.it/2024/01/31/lettera-volevo-ricevere-gesu-eucaristia-in-ginocchio-ma-il-parroco-ha-sentenziato-ridicolo/amp/

Esprimendo la massima solidarietà tanto alla persona, quanto al nobile e sacrosanto gesto compiuto, invitiamo l’anonimo autore, e chiunque altro si trovi suo malgrado a sopportare incresciose simil circostanze, ad unirsi agli Alleati dell’ Eucarestia e del Vangelo, che con la CATECHESI DELL’ ESEMPIO di gruppo, in un anno di vita tante di queste oscenità hanno sventato.

Gli Alleati dell’Eucaristica, ormai presenti in tutta Italia, nati proprio per combattere questi oltraggi all’Altissimo e per contrastare le violenze spirituali di certi preti che non sanno dare ragione della propria fede e della perdita della propria fede, ad un anno dalla nascita con oltre 2300 aderenti, hanno basato e basano la loro azione di contrasto, contro la generale e multiforme deriva di dissacrazione in atto, con l’ esempio.

In casi del genere, infatti, testimoni della Presenza Reale di Cristo nell’Eucaristia, sarebbero e sono pronti a recarsi in gruppetti di 3,4,5  persone per inginocchiarsi tutti di fronte a quei sacerdoti ostili all’adorazione Eucaristica, i quali senza preavviso alcuno, trovandosi di fronte al fatto compiuto non possono che piegarsi alla Volontà di Dio ed al proprio dovere di stato.

In questo modo molte chiese sono state “espugnate”, molti sacrilegi sventati e molti fedeli hanno trovato consolazione nell’appartenenza ad un gruppo di propri simili che con coraggio danno testimonianza di fedeltà a Dio, nella Sua casa.

Quindi è più che mai importante fare rete, giacché più cresce il numero degli Alleati, più decresce il numero dei sacrilegi.

Non siamo mai abbastanza.

Non siano mai abbastanza, perché non si fa mai troppo per difendere la vita sacramentale di Gesù Cristo, dai novelli moderni detrattori, le azioni dei quali ci sono motivo di continui scandali e dolori.

Siamo stanchi di sopportare questo martirio psicologico.


È ridicolo chi si inginocchia davanti a Dio o demoniaco burlarsi di chi lo fa?

Venga piuttosto Nostro Signore pubblicamente amato per amore, come la Veronica, o per forza come il Cireneo!

Facciano poi ciò che vogliono nella propria vita privata i prelati che la fede e l’amore non sanno nemmeno dove sta di casa, ma in pubblico gli vieteremo con i fatti di continuare a dare scandalo, anche tenendo presente, in primis, i bambini ai quali vorremmo di cuore evitare di imbattersi nell’orrore di questo spudorato tipo di falsa controtestimonianza. 

Di seguito il link d’invito degli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo https://t.me/alleanza3 

Contatti

alleatieucarestia@gmail.com

Deo gratias

Veronica Cireneo 

Fonte.https://alleatieucarestiaevangelo.blogspot.com/2024/02/e-ridicolo-chi-si-inginocchia-davanti.html

3 febbraio 2024

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Annullata la mostra blasfema e bugiarda di Palermo

di Veronica Cireneo 

Con queste poche righe diamo Gloria a Dio, e nota che, la mostra bugiarda e blasfema del “Cristo in gonnella” di Palermo è stata annullata.

A seguito della pubblicazione di Stilum Curiae, una pioggia di contestazioni sono giunte alla destinazione degli infelici ideatori per il tramite della lettera redatta dall’avvocato Roberto De Petro al quale si sono dapprima associati gli “Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo”, poi il team di “Cronache di Cielo e Terra” di Ciro Mauriello, il tutto supportato dalla Brigata per la Difesa dell’ovvio della dottoressa Silvana De Mari.

Si ringraziano le centinaia di mittenti che hanno probabilmente toccato le corde dell’anima dei promotori, risvegliandola attraverso la vergogna. 

Restiamo uniti ai desideri di Dio.

Squadra che vince, non si cambia.

Pax et bonum

Veronica Cireneo

Sabato 27 gennaio 2024

Per seguire gli Alleati dell’Eucarestia https://t.me/alleanza3

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Una mostra bugiarda (di Veronica Cireneo)

Lettera di protesta dell’avv. De Petro contro una mostra blasfema, condivisa dagli Alleati dell’Eucarestia e da Cronache di Cielo e Terra. Lettera da inoltrare!

Invitati dall’ideatore e autore della lettera, avvocato Roberto De Petro, a collaborare, gli Alleati dell’Eucaristica aderiscono all’iniziativa  di denunciare lo scandalo della mostra blasfema organizzata dai francescani di Palermo e chiederne l’annullamento o quanto meno a modificarne il titolo. Di seguito aderisce anche Cronache di Cielo e Terra.

Il soggetto della mostra, falsamente denominata “Cristo in gonnella” che verrà inaugurata a Palermo il 27 gennaio ore 19,  nulla ha a che fare con il Nostro Signore Gesù Cristo. Né ha nulla a che fare, come da alcuni superficialmente ipotizzato con il Cristo di Scicli (Sicilia) o Crocifisso con la Veste anche detto IL CRISTO DI BURGOS (VEDI SOPRA) se non per risibili apparenti similarità.

Carissimi, ricordiamo alcune faccende basilari, vitali nella confusione e nel disorientamento liquido imperante dove bello e brutto, giusto e sbagliato vorrebbero che credessimo siano la stessa cosa. E non ci crediamo e mai ci crederà chi non impazzisca completamente.

Cristo per essere tale deve avere i chiodi nelle mani e nei piedi. L’ipotetico Cristo della mostra, guardate le immagini, non ha il chiodo sulla destra.

Sulla sinistra c’è uno strano volto e soprattutto non si vede il chiodo nei piedi, coperti da una mostruosa figura para-angelica, sessuata con seni e priva di testa.

L’abito indossato dal Cristo, Sacerdote in Eterno, di Burgos e di Scicli, è un abito sacerdotale, dignitoso con pizzi e merletti e non è una mediocre “gonnella” scozzese che con l’abito sacerdotale non ha nulla a che vedere.

Quindi il soggetto in questione non è Cristo. Se non è Cristo lo dicano. Anche perché usare il nome di Dio vanamente e vanitosamente per il successo di una sciatta mostra è peccato mortale, quale impugnazione della verità rivelata e di questo ciascuno che se ne renda responsabile, in gonnella o in pantaloncini, volente o nolente dovrà rendere conto a Dio Stesso.

Inoltre dare quel titolo alla mostra, in questi tempi in cui l’omosessualità è sdoganata, pubblicizzata fino allo sfinimento dal gender, le transazioni sessuali, i gay pride e benedetta dalla gerarchia vaticana, fuori da ogni dubbio fa pensare che sia finalizzata al duplice obiettivo di : prendersi pubblicamente e reiteratamente gioco dell’Onnipotente,  manipolare e annebbiare ideologicamente le coscienze.

E che siano dei francescani ad averla pubblicizzata annunciandola con gioia, ci fa capire che la coscienza ottenebrata ce l’ha innanzitutto chi vorrebbe ottenebrare quella altrui.Ciascuno dà infatti ciò che ha.

Siamo spiacenti di comunicare la nostra più totale dissociazione da costoro, giacché per noi la gioia è Cristo morto e Risorto appunto, che essi non conoscono.

Basta offendere Nostro Signore! Vergogna!

Dio conceda loro grazie di conversione, dia Gloria al Suo nome e vendichi gli scandalizzati. Amen

Si prega di inoltrare quante più mail possibili agli indirizzi in calce e di diffondere l’iniziativa in maniera massiccia.

1) info.centenarioimmacolatapa@gmail.com

2) basilicasanfrancesco@libero.it

3) curia@chiesadipalermo.it

4) redazione@laverita.info

Segue lettera da inoltrare:

Con sconcerto apprendiamo della mostra blasfema in oggetto. Non è bastato che Nostro Signore fosse tradito, schiaffeggiato, percosso (colaphis eum ceciderunt), flagellato e finalmente fatto morire in Croce come un infame, circondato da 2 malfattori.

Ci voleva pure questa empietà ad opera di sedicenti “francescani”, che al tradimento e alla bestemmia aggiungono anche lo scandalo dei fedeli.

Del resto, cosa ci si può aspettare quando la stessa gerarchia ecclesiastica benedice le “gaie” unioni e nega perfino l’esistenza  dell’inferno?

Ivi vi attende il “caloroso” benvenuto di Giuda.

Non peggiorate la vostra situazione e annullate questa mostra vergognosa”.

Avv. R. De Petro in collaborazione con gli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo

Luogo e data

Firma ——-

Veronica Cireneo

Sabato 20 gennaio 2023

Anche Cronache di Cielo e Terra si unisce all’appello.

https://t.me/veronicacireneo

https://t.me/alleanza3


https://t.me/CronacheDiCieloeTerra

Gli Alleati dell’Eucarestia ringraziano!

Lettera degli Alleati dell’Eucarestia che ringraziano i “blog amici” che gli hanno dato voce e tutti coloro che li hanno supportati e tutelati.

Gli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo In questo ultimo giorno dell’anno vogliono ringraziare:

– Dio per aver suscitato, ispirato e condotto la formazione e le opere del movimento

– tutti coloro che hanno collaborato attivamente,  in primis dando esempio di devozione inginocchiandosi sempre davanti al Re dei Re

– i giornalisti grazie ai quali si è diffusa rapidamente la notizia dell’esistenza del movimento https://t.me/alleanza3   che conta oggi, a distanza di 10 mesi dalla nascita, un numero di circa 2200 membri, suddivisi localmente in almeno 33 province italiane.

– i legali che ci hanno sostenuto e tutelato.

Vogliamo dunque ricordare, attraverso una rassegna di articoli, che sintetizzano la nostra storia di vita, i principali blog che ci hanno volontariamente ospitato, invitando chiunque lo voglia, a sostenere queste macchine di sana informazione che hanno necessariamente i loro costi.

Invitiamo dunque a:

– leggere tutti gli articoli proposti di seguito 

– scegliere uno o più blog

– fare una donazione al/i vostro/i preferito/i.

I gruppi, come suggeriva qualche amministratore locale, potranno fare una piccola raccolta tra i loro membri ed inviare in un’unica soluzione, tramite bonifico bancario, all”IBAN che troverete in fondo ad ogni articolo con la seguente causale: CONTRIBUTO VOLONTARIO.

Eccoli quindi in ordine cronologico di pubblicazione:

1) “Stilum curiae” di Marco Tosatti

https://t.me/marcotosatti

2) “Korazym” di vik van branteghem

https://t.me/vik_brantegem

http://www.korazym.org/88352/il-caprone-davanti-al-santissimo-sacramento-e-stato-rimosso-cristo-vince-insieme-ai-suoi-alleati/

3) “Duc in Altum” di Aldo Maria valli

https://t.me/aldomariavalli

https://www.aldomariavalli.it/2023/02/14/scendono-in-campo-gli-alleati-delleucaristia-ecco-tutte-le-iniziative-i-consigli-i-collegamenti/amp/

4) “La Brigata per la difesa dell’ ovvio”

di Silvana De Mari

https://t.me/brigataperladifesadellovvio

https://www.brigataperladifesadellovvio.com/blog/appello-alla-santa-sede

5) “Informazione cattolica” di Matteo Orlando

https://t.me/InFormazionecattolic

6) “Mil. Messa in latino” di Luigi Casalini

http://blog.messainlatino.it/2023/05/incredibile-chieti-larcivescovo.html?m=1

7) “Cronache di cielo e terra” 

di Ciro Mauriello

https://t.me/CronacheDiCieloeTerra

8) “Spirito di Verità TV” di Daniele Logoluso

https://t.me/spiritodiveritatv

9) Il neonato blog “ComunicazioniPC” 

di Giuseppe Aiello

https://t.me/comunicazionePC

https://www.comunicazionepc.com/2023/12/fiducia-supplicans-appello-santa-sede-alleati-eucarestia-e-vangelo/

10) L’associazione: “Iustitia in Veritate”

autrice della recente lettera inviata ai vescovi per la richiesta della messa Vetus ordo.

E riferendovi il messaggio che, dal suo presidente: l’avvocato Francese i Fontana ,abbiamo ricevuto vogliamo l’occasione per ringraziare l’insieme dei giuristi di “Justitia in Veritate” per la tutela legale elargitaci, dei quale laici e sacerdoti, potranno beneficiare, anche individualmente, attraverso l’iscrizione all’associazione come soci, che suggeriamo caldamente 

per gratitudine e considerati i tempi…

Per i dettagli e l’iscrizione come SOCI visitare il sito www.iustitiainveritate.org/come-associarsi

Questo il loro messaggio:

“(…)Nell’anno appena trascorso, grazie al Vostro sostegno, abbiamo potuto aiutare e difendere sacerdoti, laici, religiosi e religiose ed evitare che subissero provvedimenti, restrizioni ingiuste e limitazioni nel libero esercizio della fede.

In ogni occasione, ogni volta che si è reso necessario,abbiamo fatto sentire la nostra voce anche per sensibilizzare alla lettura degli eventi alla luce della fede.

Ma tanto c’è ancora da fare e il Vostro aiuto è per noi indispensabile. (…)”

Firmato dal Presidente: avv. Francesco Fontana

Coordinate bancarie

IBAN

IT67 X 05034 01693 000000002840

Nominativo

Iustitia in Veritate ( C.F. 97870800154 )

Email: iustitiainveritate@gmail.com

Telefono: 02-87.16.64.19

Per ulteriori dettagli visitare il sito www.iustitiainveritate.org/come-associarsi

Chiamati da Dio, in questi tempi tenebrosi, a camminare sempre sulle orme della Sua Via e ad imitarLo ospitandoNe lo Spirito, avremo moltissime occasioni per dimostrarGli la nostra fedeltà. 

Uniti allora nella preghiera e nelle opere e auspicando sempre nuove collaborazioni e adesioni auguriamo di cuore un felice e benedetto anno nuovo a tutti, supplicando il Pontefice Benedetto XVI, a un anno dalla Sua dipartita, che ci assista propizio dal Cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre.

Sancta Maria ora pro nobis 

Sancte Michael Arcangele ora pro nobis

Sancte Joseph ora pro nobis

Omnes sancti et sanctae orate pro nobis

Quando la persecuzione è forte

La fede è grande

I fondatori degli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo https://t.me/alleanza3

Valter Tuninetti e Veronica Cireneo

Domenica 31 dicembre 2023