Coprite quei Crocifissi osceni!

Di Veronica Cireneo

(Dal Cristo in gonnella al Cristo senza veli è stato un attimo).

La diffida dell’avvocato Roberto De Petro

Se si dovesse stare dietro a tutti gli scandali di cui da più parti ci giunge notizia, non vivremmo più.

Ma ci sono circostanze di fronte alle quali non si può tacere, come quella che andiamo ad esporre e per cui ci è stato chiesto di intervenire.

Abbiamo accettato e lo faremo in questo tempo di Quaresima – stagione pudica per eccellenza – anche forti del successo dell’ultima massiccia protesta intrapresa contro la “Mostra bugiarda e blasfema” di Palermo, Una mostra bugiarda e blasfema che ha costretto gli organizzatori ad annullarla, all’ultimo momento. Annullata la mostra blasfema

Uniremo ancora una volta quindi le nostre forze in questa vera e propria denuncia collettiva, redatta dall’avvocato Roberto De Petro, a cui gli Alleati aderiscono fin da subito.

Si tratta del Crocifisso posto nella chiesa di “Maria Santissima Addolorata” di Tavernanova – frazione di Casalnuovo – in provincia di Napoli, ove Gesù ivi troneggia in Croce, è totalmente nudo: le parti intime esposte senza veli al pubblico ludibrio e agli sguardi feriti dei fedeli rappresenta uno scandalo per molti, dal momento che nell’iconografia classica il nudo è sempre simbolo di “paradiso perduto”, come ci ricordano le incancellabili immagini dell’inconscio collettivo di Adamo ed Eva. 

Non solo. È soprattutto il maligno che nell’iconografia classica viene rappresentato nudo, come si può chiaramente osservare in questo quadro, sotto a destra, dove satana è in atto di risvegliare i suoi angeli ribelli.

Attenzione: non si scherza con le cose di Dio. Dio non si irride.

Consideriamo piuttosto in stato di grave pericolo colui che abusi della Sua pazienza.  

Il Crocifisso fatto sistemare in quella chiesa nella solennità dell’Immacolata, l’8 dicembre 2020, da tal Don Ciro Biondi, [vedi] non ha suscitato infatti nei fedeli gli stessi sentimenti di gioia e commozione dei quali il sacerdote si  è detto per l’occasione: “pieno”. Anzi!

Feriti nel pudore oltre che nello sguardo, molti non si capacitano, perché proprio in chiesa, dove normalmente si va per mettere a nudo la propria coscienza, siano costretti ad imbattersi in scene di nudo, riguardanti proprio Gesù Cristo che è la Purezza per antonomasia: Immagine unica, insieme a quella di Sua Madre, di fronte alla Quale sfuma ogni memoria della passione carnale.

Si direbbe, invece, che la provocazione sessuale, specialità dei demoni fin dai primordi, che oggi è diventata un’ossessione vera e propria e che si vuole, col sostegno delle istituzioni e degli organismi sovranazionali, estendere ed imporre fin alle creature in culla e negli asili nido, vorrebbe raggiungere e sporcare anche il candore che promana dal Crocifisso, per cancellare definitivamente ogni traccia di purezza dalla faccia della terra. Dio ci scampi!

Nell’organizzare il flash bombing, durante la ricerca in internet degli indirizzi mail, veniamo a conoscenza che un altro Crocifisso, identico a quello sopra descritto, è esposto anche nella Basilica del Santo Spirito di Firenze [vedi]

Ulteriori approfondimenti ci informano che nel caso di Firenze si tratta dell’opera lignea originale del celebre scultore rinascimentale Michelangelo Buonarroti, mentre il crocifisso collocato nella chiesa dell’Addolorata, in provincia di Napoli, ne è copia.

Ma per quale motivo Michelangelo scolpì il Cristo nudo e quale destinazione d’uso voleva dare alla sua opera?

La avrebbe voluta vedere in Chiesa?

Avrebbe voluto che il suo crocifisso venisse esposto in chiesa, nudo?

Assolutamente no. Anzi lo vieto’ espressamente.

Il giovane Michelangelo, intorno ai vent’anni iniziò lo studio di un corso di anatomia.

Quale studente squattrinato non aveva da mangiare, né un luogo dove dormire.

Lo ospito’ gratuitamente il priore di un convento che credeva nel suo talento artistico. Così il provetto scultore, allo scopo di sdebitarsi col priore, scelse di fare pratica di anatomia sul soggetto di un grande Crocifisso, con l’intenzione di regalarglielo a corso di studi concluso.

Terminato il lavoro lo presentò al priore dicendo che non aveva voluto incidere il legno a mo’  di panno, perché necessitava di svolgere uno studio anatomico completo sulla figura umana, ma ordinò che al Cristo Crocifisso venisse indossato un velo.

E così fu.

Il Cristo di Firenze per secoli ebbe i fianchi coperti, poi il velo fu perduto e nessuno si prese cura di mettergliene addosso un altro. 

Il Natale è trascorso da poco.

Sappiamo che anche Gesù Bambino viene normalmente rappresentato con i fianchi coperti. Anche gli angeli, che notoriamente non hanno sesso, vengono rappresentati con i fianchi coperti.

È vero che Gesù fu spogliato più volte, al momento della flagellazione e sotto la Croce, ma tutti i mistici sono concordi nella narrazione che prima di essere innalzato, intorno ai fianchi di Gesù venne messo un velo. Che con molta probabilità era quello che la Sua Santissima Madre portava in testa, sotto il mantello e che si tolse per salvaguardare il pudore dell’amatissimo Figlio Suo, Crocifisso.

Lo stesso Concilio di Trento mise all’indice le opere dal carattere sacro rappresentate senza veli, imponendo che ciascuna di esse venisse coperta con drappeggi, allo scopo di suscitare e salvaguardare nell’osservatore il raccoglimento necessario alla preghiera.

Concludiamo lasciando aperta questa domanda: se anche i crudeli romani, che avevano spogliato Gesù Cristo per flagellarLo al meglio, cosa che Egli accettò di subire per riparare, agli occhi del Padre Suo, i nostri peccati di impurità e immodestia, permisero che il Crocifisso venisse coperto per pudore, seppur già coperto per essere vestito di Sangue tanto ne diluviava dalle Sue Membra, dovremmo supporre che noi, modernissima stirpe della famiglia umana, siamo peggiori dei Suoi assassini? 

Sorgi Signore e disperdi i tuoi nemici.

Fuggano davanti al Tuo Volto, coloro che ti odiano”. Amen 

Veronica Cireneo

27 febbraio 2024

https://t.me/alleanza3

§§§

La diffida da inviare.

Apprendiamo dal web che, oltre alla mascalzonata palermitana del “Crocifisso in gonnella” (grazie a Dio annullata all’ultimo momento), vi è un’altra oscenità pornografica : il Crocifisso con i glutei e gli “attributi” in bella mostra, presso la parrocchia Maria SS. Addolorata di Tavernanova, frazione di Casalnuovo di Napoli e presso la Basilica del Santo Spirito di Firenze.

E’ moralmente e storicamente impossibile che Gesù, dalla croce, mostrasse gli organi genitali:

1) la fede ci insegna che, dopo il peccato originale, la nudità è “casta” soltanto in ambito coniugale;

2) la ragione ci persuade che Dio non potrebbe imporre ai consacrati (che fanno voto di castità) di contemplarlo nelle parti intime;

3) la tradizione iconografica non ha mai rappresentato Gesù totalmente nudo;

4) tutti i mistici concordemente narrano che Gesù morì in croce coi fianchi coperti;

5) gli storici (ex multis “Vita di Gesù Cristo”, G. Ricciotti) insegnano che i Romani rispettavano il diritto e le tradizioni culturali in uso nelle provincie romane, e la pubblica nudità era inconcepibile presso gli Ebrei.

Probabilmente i modernisti eccepiranno la natura “artistica” della superiore opera.

Rispondiamo loro che così come il sapore serve a separare i cibi buoni da quelli cattivi, allo stesso modo la Sapienza autenticamente Cattolica e veramente Romana ci fa discernere un’immagine pornografica e diabolica da una realizzata “ad majorem Dei gloria”.

Mentre diffidiamo i destinatari a coprire prontamente il suddetto Crocifisso o al più presto sostituirlo con un altro che accenda la vera devozione, ci riserviamo di valutare la sussistenza degli estremi del reato di vilipendio punito dall’art.404 c.p. e di avvertirne l’Autorità giudiziaria.

Avvocato Roberto De Petro in collaborazione con gli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo

https://t.me/alleanza3

Luogo, data               Firma…….

Scarica diffida

Inviare ai seguenti 4 destinatari:

1) Diocesi di Nola

– mail semplice segreteria@chiesadinola.it 

oppure

– PEC segreteriacuriadinola@pec.it 

Indirizzata al S.E.R. Monsignor Francesco Marino

2) Basilica di Santo Spirito – Firenze 

info@basilicasantospirito.it 

3) Diocesi di Firenze 

– mail semplice Info@diocesifirenze.it 

oppure 

– PEC Firenze@pec.diocesifirenze.it   

4) redazione@laverita.info

Dal blog degli Alleati dell’Eucarestia https://alleatieucarestiaevangelo.blogspot.com/2024/02/coprite-quei-crocifissi-osceni.html

Riflessioni sulla “Messa” di un diacono – di Valter Tuninetti

Carissimi lettori Vi scrivo in qualità di fondatore di quella ispirazione dello Spirito Santo che sono gli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo, che noi portiamo avanti seguendo la Sua voce, con le nostre umane fragilità, nel difficile compito di proteggere la vita Sacramentale di Nostro Signore Gesù Cristo dagli abusi e dai sacrilegi. Ciò che è successo nella Diocesi di Bologna è quindi un fatto che va quanto meno commentato.

Riassumo brevemente: il parroco della parrocchia Santa Maria della Carità, don Davide Baraldi, trovandosi colpito dall’influenza, decide di non celebrare la messa domenicale e, per farsi sostituire, accoglie la proposta dei parrocchiani, cioè quella di far celebrare al diacono una sorta di “liturgia della parola”. Ovviamente questo è un andazzo pericolosissimo, già auspicato da alcuni, secondo i quali in caso mancassero dei sacerdoti, le messe si dovrebbero essere celebrate da laici formati… nemmeno dai diaconi (andiamo di male in peggio). Partendo da questo io vi chiedo di guardarvi intorno,cari lettori: cosa vedete nella musica, nell’arte, nell’architettura? Ve lo dico io: mediocrità!! Sembra che le cose non debbano essere fatte al meglio possibile, ma …soltanto fatte.. Qual è l’ultima canzone veramente bella che avete sentito? Vedete più un palazzo sfarzoso come le grandi opere dell’ antichità? E potrei andare avanti per ore.

Vi chiederete, forse cosa c’entri questo con la messa: c’entra perché basta confrontare la Messa Antica, piena di bellezza e di devozione, con quella nuova, e si ha la sensazione che la chiesa abbia preferito la mediocrità pure nel celebrare il Santo Sacrificio, togliendo le balaustre, il canto gregoriano e accontentandosi di una “messina” che ci avvicina quasi più ai protestanti che non alla tradizione bimillenaria della Chiesa Cattolica. E non è solo questione di forma, è che la liturgia viene snaturata rendendola più simile ad un “incontro conviviale” che al sacrificio di Cristo; in questo modo le si è fatto perdere il significato, ed in questo contesto bene si incastrano i laici che celebrano messa: e così, la celebrazione della Santa Messa può anche essere mediocre, più che mediocre, cosa che puzza di protestantesimo lontano chilometri… E c’è differenza tra questo avvenimento e la pratica diffusissima tra i sacerdoti di “farsi da parte” e far distribuire l’Eucaristia dai ministri straordinari, pratica contro la quale ci stiamo da tempo battendo? Io credo di no, perché denota la stessa mediocrità e la stessa mancanza di fede. Inutile motivare queste scelte bislacche con la mancanza di sacerdoti, occorre piuttosto chiedersi: PERCHÉ mancano sacerdoti?

Cari lettori credo fortemente che noi Alleati non staremo zitti su questo abuso, ma la invito a riflettere su questo: il bello non piace più, nemmeno alla chiesa in uscita. Vi saluto caramente, sempre in preghiera!

Valter Tuninetti

Canale Telegram degli Alleati http://t.me/Alleanza3

Canale Telegram di Cronache di Cielo e Terra https://t.me/CronacheDiCieloeTerra

 Il miracolo nel miracolo? AAA … cercasi celiaci

AAA … cercasi celiaci

Recentemente, a seguito di una discussione sull’Eucarestia, qualcuno ha posto un interessante quesito riguardante l’ostia consacrata ed i celiaci. Un nutrito numero di commentatori ha formulato interventi anche tra loro contrastanti nonostante si discutesse tra cattolici.

Dell’opportunità o meno dell’ostia per celiaci abbiamo anche fatto un cenno nella recente intervista sull’Eucarestia rivolta al professore Gnerre e a Valter Tuninetti da parte di Ciro Mauriello al minuto quarto circa di questo link 

La domanda è stata la seguente: “Se dopo la consacrazione l’ostia diventa Corpo e Sangue di Cristo, essa è ancora nociva per i celiaci?

Sappiamo infatti che le normali ostie contengono glutine che è dannoso per i celiaci, ma sappiamo anche per fede, come ci insegna il catechismo della Chiesa Cattolica, che l’Ostia consacrata pur contenendo anche dopo la consacrazione, i cosiddetti “accidenti”, cioè il colore, la forma, il peso, le cellule e le molecole cioè le apparenze, dell’ostia fatta di pane azzimo (cioè fatto esclusivamente di farina di frumento contenente glutine) essa si trasforma invece realmente nel Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo.

Queste apparenze o “accidenti”, verificabili quindi anche da qualsiasi laboratorio chimico sono secondo la fede semplici illusioni, come è un’illusione l’apparenza dell’immagine allo specchio, che in realtà consiste solamente nella riflessione di raggi luminosi, ma di per sé inesistente.

A questo punto emerge il problema riguardante i celiaci: se l’Ostia consacrata non contiene più realmente pane, ma carne (di Cristo), e se nella carne non è presente il glutine, come può l’Ostia consacrata dare problemi fisici al celiaco che la assume?

Si parla infatti di transustanziazione e non di con-sustanziazione (che è la convivenza contemporanea dei due elementi, cioè frumento e Carne, credenza sostenuta dai protestanti).

Altri invece sostengono che, se nell’Ostia consacrata l’apparenza è ancora quella del frumento col glutine, questa apparenza di glutine può interagire negativamente con l’organismo che l’assume.

Fra i commentatori del quesito posto, alcuni si sono dichiarati allergici al glutine, intolleranti o celiaci ed hanno affermato di avere sempre fatto la Comunione con l’Ostia normale contenente glutine senza aver mai avuto alcun tipo di problema fisico, ma ovviamente di avere avuto evidenti problemi se solo si accostano ad una briciola di pane (non consacrato).

Altri invece, affetti dagli stessi disturbi ma forse troppo materialisti e dalla fede un po’ vacillante, hanno dichiarato di non aver mai voluto rischiare.

L’interessante diatriba, che potrebbe forse essere la prima verifica sperimentale di questa importantissima Verità di fede, ci ha spinto a parlarne con qualche sacerdote e con un docente universitario. In nome della Verità, poiché l’esperimento che qui proponiamo non è contrario alla fede ed alla morale questi sacerdoti si sono resi disponibili a fare una verifica sperimentale ed il docente a valutarne scientificamente i risultati.

Cogliamo l’occasione di questo articolo per allargare il numero di persone volontarie che si vorranno sottoporre a questa verifica sperimentale e quello dei sacerdoti che conoscendo fedeli affetti dalla patologia, volessero scriverci e collaborare.

Ringraziando anticipatamente i volontari con problemi con il glutine che vorranno collaborare sottoponendosi all’esperimento, chiediamo di essere contattati indicando nome e cognome (che rimarranno trattati in forma riservata), luogo e provincia di residenza, contatto telefonico o via e-mail ed il disturbo da cui è  affetto, cioè se allergico, intollerante o celiaco, scrivendo alla referednte Veronica Cireneo (capamoscia@gmail.com) che avrà cura di comunicare i semplici dettagli operativi.

L’esperimento è quindi finalizzato non solo ad una dimostrazione scientifica che non sia necessaria un’ostia particolare per i celiaci, ma anche e soprattutto che l’Ostia consacrata contenga effettivamente il Corpo di Gesù Cristo, realtà in molti modi messa spesso in discussione con le parole e nei fatti, causa principe di abusi ed irriverenze che l’esperimento, a Dio piacendo, di certo aiuterebbe a contrastare.

Grazie per l’attenzione.

Vi attendiamo 

Ad maiora

16 ottobre 2023

Valter Tuninetti e Veronica Cireneo

(fondatori degli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo https://t.me/alleanza3)